LA LISTA DORIA, LA SUA UTILITA', E GLI IMPEGNI PRESI DAL MARCHESE

Negli ultimi tempi, in concomitanza con il rinnovo del Consiglio comunale genovese, ho deciso di concedere ai politicanti locali una tregua su una questione da me trattata in diverse occasioni e della quale avevo promesso di continuare ad occuparmi, a dispetto dello strano silenzio sceso sulla questione.
In sostanza, la stampa borghese - dopo un iniziale interessamento, per quanto sempre tiepido, alla questione dei parcheggi sotterranei in costruzione in varie parti della città - ha totalmente abbandonato la questione, probabilmente dietro 'consiglio' di qualche personaggio influente legato ai poteri forti cittadini.
Da circa un mese il marchese Marco Doria è stato eletto sindaco, ed ha provveduto a nominare il nuovo assessore ai Lavori pubblici nella persona di Gianni Crivello, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà che ha appena terminato il suo mandato di presidente del municipio Valpolcevera: è giunto quindi il momento di tornare sull'argomento, anche per ricordare al nobiluomo le sue dichiarazioni pre-elettorali assai poco lusinghiere su ciò che sta accadendo nella vicenda.
Nei prossimi giorni dedicherò un pezzo alle novità emerse in questi ultimi tempi, sperando di trovare un interlocutore valido nella persona dell'amministratore sopra citato; per ora sposto la mia attenzione sull'assemblea del Movimento arancione - il gruppo dei primi sostenitori della candidatura del Doria, quando si presentò alle primarie del centro(falsa)sinistra in concorrenza all'ex sindaco, Marta Vincenzi, ed alla senatrice Roberta Pinotti - tenutasi il pomeriggio di venerdì ventidue giugno alla sala dell'Autorità portuale, in via Albertazzi 3, sulla collina del quartiere di San Benigno, alle spalle della Lanterna, alla presenza del primo cittadino.
Devo subito dire che l'assemblea è stata una vera delusione; se l'apporto politico di questa gente è quello registrato in questa occasione, è meglio che vadano a casa e ci stiano, per il bene della città e dei suoi seicentocinquantamila abitanti: se il Movimento arancione, come asserisce il nobiluomo, rappresenta il futuro della destra moderata continuo a pensare che - messa a confronto con costoro ed, ancor peggio, con il 'rottamatore' sindaco di Firenze, il democristiano Matteo Renzi - sia immensamente meglio la vecchia nomenklatura così dileggiata dai sedicenti rinnovatori, che in realtà sono semplicemente alla ricerca di posti di potere.
Non è un caso che, tra gli intervenuti, si faccia a gara a chi la spara più grossa; uno di loro arriva addirittura a confessare tranquillamente di aver votato per il Partito (sedicente) Democratico - ascoltandolo penso che in molti si siano chiesti cosa ci facesse lì - mentre un altro, con grande sprezzo del ridicolo, sostiene che "l'obiettivo del Movimento è quello di essere maggioranza, non una minoranza intelligente e lucida che però poi perde tutte le battaglie": belle parole, che cozzano però con la radicata convinzione, espressa da larga parte dell'assemblea, di non voler dare vita ad un partito, ma piuttosto a laboratori politici "per dare voce a chi non ne ha".
Va da sé che se si resta nei rispettivi partiti di appartenenza, non si potrà mai diventare maggioranza contro la volontà dei dirigenti degli stessi; senza un progetto politico coeso, viene a mancare l'ingrediente principale di una battaglia delle idee, e quindi l'utilità del Movimento: a quel punto l'unica strada è l'autoscioglimento.

Genova, 24 giugno 2012

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

http://pennatagliente.wordpress.com